L’odio sui social è un fenomeno diffuso, ma cosa si nasconde dietro certi comportamenti?
I social media ci hanno dato un enorme potere: la possibilità di esprimere le nostre idee, condividerle con il mondo e sentirci parte di una comunità. Ma, come ogni cosa, anche questo ha un lato oscuro. E tra i protagonisti di questa parte meno piacevole della rete ci sono loro: gli haters.
Sono ovunque. Li trovi nei commenti ai post, sotto ai video, nei forum, sempre pronti a criticare, insultare, demolire. A volte lo fanno con battute taglienti, altre volte con veri e propri attacchi gratuiti. Ma chi sono davvero? E soprattutto, perché lo fanno?
Potremmo pensare che si tratti solo di ragazzini annoiati che cercano un po’ di attenzione. E in effetti, molti lo sono. Ma la realtà è più complessa. Gli haters non hanno un’età precisa, non appartengono a una sola categoria sociale. Sono persone comuni, spesso frustrate, che trovano nello sfogare la propria rabbia sugli altri un modo per sentirsi meglio. C’è chi lo fa per invidia, chi per sentirsi potente, chi per il semplice gusto di creare scompiglio. E il peggio è che, nascosti dietro uno schermo, si sentono liberi di dire cose che nella vita reale non oserebbero mai pronunciare.
Ma cosa si prova a stare dall’altra parte? Chi subisce l’odio online spesso si trova a fare i conti con un peso difficile da sopportare. Molti creatori di contenuti, influencer, artisti e persino persone comuni hanno vissuto momenti di sconforto a causa di commenti tossici. E non è raro che questa pressione porti a conseguenze gravi: ansia, depressione, paura di esporsi.
C’è chi, però, ha imparato a trasformare gli haters in un’opportunità. Alcuni influencer hanno trovato il modo di ribaltare la situazione, rispondendo con ironia e intelligenza, perfino monetizzando i commenti negativi attraverso video-risposta. Altri scelgono semplicemente di ignorarli, perché in fondo, l’unico vero antidoto all’odio è non dargli potere.
Ma la domanda resta: gli haters sono un fenomeno destinato a crescere? Forse sì, forse no. Sicuramente il web ha amplificato una tendenza che esiste da sempre: quella di criticare gli altri per sentirsi meglio con se stessi. Ma se c’è una cosa che possiamo fare, è scegliere di non farci travolgere da questa spirale di negatività.
Perché, alla fine, l’odio online è solo una piccola parte della rete. Sta a noi decidere se dargli spazio o lasciarlo scivolare via.
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Frank Perna

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